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lunedì 18 giugno 2012

Un bene al cioccolato, dolce un po' salato.

- "Mi vuoi benissimo?"
M: "q.b!"
- "come il sale che metti quando cucini?"
M: "si"
- "allora è un bel po'"
M: "vorresti dire che cucino salato?"
- "Si."
M: "Non è mica vero!"
- "per me si."
M: "per me no."
- "provamelo!"
M: "si."
- "dico provamelo adesso..."
M: "Devo fare la cena, stai dicendo?"

Trattino si appoggiò alla tavola, guardò Emme mentre cucinava.
Un sogno strano.
Che poi sogno non è.
O forse si?
Non lo sa.
Nel dubbio chiuse gli occhi e aspettò l'odore giusto.

M: "com'è?"
- "buono. bravo!"
M: "quindi è salato?"
- "no."
M: "Perchè fai quella faccia lì? Ti ho cucinato e apparecchiato fuori, guarda le stelle!"
- "Per dimostrarmi il tuo bene, dovevi metterci molto sale. Deduco che tu mi vuoi bene in modo giusto."
M: "non è vero!"
- "Quanto bene mi vuoi quindi?"
M: "salato quanto basta."

Morale della storia: mai fare scommesse con un trattino femmina.

sabato 5 maggio 2012

SuccoD'AranciaInUnBicchiereBlu

Oggi mi sono costretta dannatamente a riflettere. E di tutta la seduta.
L'unica cosa che mi ha dannatamente infastidita sono le ultime considerazioni, quelle che si fanno con un piede fuori dal lettino, una mano nella borsa e nessuna voglia di alzarsi velocemente.
Quelle frasi che vaffanculo a me e ai miei pensieri.
Vi è mai capitato di voler risposte senza fare domande?
Senza dover perforza formulare una frase e chiedere cose e riceverne altre e poi sorridere e poi cazzo che delusione se non mi dici quello che penso.
Echetelodicoafare che avrei voglia di sentire il tuo abbraccio ancora ed essere guardata ancora come l'altra volta, come quando vedi qualcosa che ti piace e vuoi comprartelo ma il tuo portafoglio è vuoto.
E' allora che palle se non mi chiedi, non mi dici, ma devo chiederti.
Rimane il fatto che non ho voglia di chiedere. 
E avrei voglia di un po' di succo d'arancia in un bicchiere blu. E se me lo porti con quella faccia lì.
Va tutto molto bene. Anzi molto meglio. 
Ecco. L'ho detto.
E l'ho penso, quelchèpeggiocappero.


mercoledì 11 aprile 2012

MaSoprattuttoAccompagniIlBicchiereAllaBocca


Le mani quando sono impegnate a fare qualcosa sprigionano una sensualità e una bellezza ammaliante.
Io credo di essermi innamorata un sacco di volte prima delle mani e poi, non della persona.

I peggio stregoni mi hanno detto che son sinonimo di sicurezza, di protezione e, ovviamente Susanna,  è quello di cui ho bisogno, quello che cerchi, eh!
Ho sempre annuito ai peggio stregoni, perché mi hanno insegnato che a domanda è bene ascoltare la risposta, poi accettarla o meno è un altro discorso.

Non son poi così tanto sicura, è ovvio, chi non cerca sicurezza?

Si faccia avanti chi non ne ha bisogno, chi non vuol sapere cosa gli aspetta domani. Il vivreallajournè è passato di moda, io credo.

L'ultimo che credevo fosse un ribelle mi ha lasciato per partire per il lungo viaggio in solitaria alla InToTheWild. Dopo qualche mese vengo a sapere che è andato a convivere in centro città con la ex e ha aperto una ditta. Ed era proprio lui che mi ha riempito la testa dell'anti-sistema-società.
Cheteloficoaffare che oramai non van più di moda questi pensieri?
Ma questa è un'altra storia.

Mi sono auto-interpretata, le mani toccano, sentono, scaldano, provano, si bruciano e poi ci riprovano.
Le mani veicolano messaggi, baci, sanno parlare, sanno tacere e all'occorrenza ti accarezzano ma soprattutto ti abbracciano. E se per caso accompagnano un saluto meno freddo di quello verbale allora va tutto bene, forse meglio del previsto.

Con le mani sbucci le cipolle. Tanto per essere banali, anche le banane si.

Ma soprattutto accompagni il bicchiere alla bocca, ti sciogli i capelli al momento opportuno per sfoderare gli occhioni da cerbiatto e ottenere quello che si vuole.
Le mani prendono altre mani.
Le mani mie poi si sono abbronzate e senza smalto sembrano le mani di qualcun altro.