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martedì 8 gennaio 2013

Facciamo a capirci?

Istruzioni per l'uso: 
clicca Parole parole - Mina & Celentano
lasciati cullare,
comincia a leggere.





Comunicare è bene, è bello ed è importante.
E fin qui tutto chiaro, giusto?
Giusto.
Dillo ad alta voce, perfavore.
Perfetto, molto bene.

Qui si parla anche di comunicazione, (o almeno l'intento era quello!) perchè se ti dico: "Per Piacere mi fai le treccine?!" risulta completamente diverso da quando ti dico: "Fai sesso Per Piacere o per sport?".
Usiamo sempre le parole Per Piacere eppure il significato mi sembra completamente diverso, giusto?
Giusto.
Benissimo.

Quindi imparare a comunicare diventa di vitale importanza per evitare, per esempio, di essere alle otto al "solito posto" e rimanere lì al freddo e al gelo, perchè il "solito posto" del mittente della comunicazione verbale-telefonica, era in realtà: l'enoteca.

Allo stesso modo, avere dei problemi nella comunicazione potrebbe creare delle ripercussioni, più o meno gravi, nell'approccio con l'altro sesso.

Mettiamo il caso che lui dica:

- mi dai fastidio = ti amo voglio stare sempre con te, for ever (aggiungendo un gesto con la mano che indica circolarità, quindi infinito.)

oppure:

- ti regalo un libro, leggi bene = ti amo voglio stare sempre con te, for ever (aggiungendo un gesto con la mano che indica circolarità, quindi infinito.)


Perchè, tu donna, non sei in grado di recepire ciò che veramente disse l'uomo (con il capello perfetto e la faccia da perfetto paraculo) in quell'occasione e vuoi convincerti che intendesse altro, giustificando ogni sua parola o gesto?

Quante volte avete detto: "Nonnò, per carità, ma in realtà lui mi ha allontanato perchè voleva proteggermi e mi ama."
Oppure la frase più bella del mondo: "Non è come pensi tu, lui mi ama."

Si ok, va bene.
...e sticazzi dove lo mettiamo?
SVEGLIA RAGAZZI!
NO, NO E NO!

Echetelodicoaffare che la realtà dei fatti è: 
(rullo di tamburi in sottofondo...) 
lui non ti vuole tra i piedi! 
(...ovazione del pubblico e ola a seguire!)

Per la parità dei sessi, sia messo a verbale, che il fraintendimento è nascosto anche nelle frasi elargite dal gentilsesso.

Lei, con i capelli vaporosi e leggiadri si gira, vi guarda negli occhi (...si, perchè una donna riesce a guardarvi negli occhi pur dicendo una stronzata. Ricordate: Le donne non mentono, omettono verità. E' solo per questo che s'incazzano, quando incontrano un uomo che fa lo stesso con loro. L'unico dettaglio discutibile è che di costui, poi, s'innamorano. Vabbè, dettagli.) e vi dice:

- Sai non ho molta voglia di uscire sta sera, ho avuto una giornata faticosa. = ti amo, sono molto stanca e non riesco a prendere la macchina, vieni tu da me?

oppure:

- Domani mattina devo svegliarmi presto, ho bisogno di riposo, è meglio che vada a letto, grazie della bella serata. = ti amo, non salgo perchè sono ligia al dovere e ho bisogno di riposarmi, ma tu mi piaci tanto e domani uscirò di nuovo con te e salirò a casa tua.

Rivolgendomi con fare armonioso e gentile, volevo dire a voi uomini che le donne o femmine, come vi pare, non inventano scuse se vogliono una cosa. Proprio come voi, portatori sani di proboscide, vengono a terminare la serata nel vostro appartamento al secondo piano.
A che cosa sarebbero serviti, altrimenti, tutti quei film romantici e le relative lacrime versate!?
Quindi, ometti, se ricevete una scusa-rifiuto sapete già la realtà dei fatti.
Quel dommage!Eh?

Il vero problema sta lì, nelle due parole che hanno fatto
più morti e feriti di qualsiasi altra guerra: 
ti amo.

Traduciamo tutto con il sentimento, decodifichiamo ogni messaggio che recepiamo con un romanticismo-sentimentale da far venire la pelle a cappone anche a Cupido.

Diventiamo abili maestri con la spada dell'amore, pur di confermare le aspettative che ci siamo costruiti nel nostro cervello verso quella persona o quella situazione.

Indi per cui, badate bene a ciò che vi dicono ed utilizzate più filtri possibili.
Ah!Che siano giusti i filtri, chiaramente.


venerdì 5 ottobre 2012

CameliaRossa

Sembravamo belli visti da fuori mentre gli altri bevevano e ascoltavano.
Talmente tanto belli che poi una volta ho provato ad ascoltarti e allora il mio sguardo s'è perso.
Non ricordavo ma una sera d'estate, c'eravamo persi dentro ad un ristorante mentre io morivo per uno sguardo e tu mi ricordavi di quanto sei stronzo.
Non mi ricordavo nemmeno della sera finiti a correggere frasi su di un balcone e nemmeno della volta che hai declinato il mio invito per un caffè.

Mi sono ricordata però, del motivo per cui ho trafugato quegli occhi lì, quel modo di gesticolare che ancora oggi, dopo più di un anno mi affascina. Quell'ora in cui l'animale egocentrico esce e cattura tutta la mia attenzione.
Tu sei il tuo lavoro un po' come io sono la valletta degli eventi che non alza la testa e rimane concentrata fino al traguardo.

Mi sono innamorata di me stessa quando ho accompagnato la mia prima sposa a scegliere il suo vestito.
La falsità s'è impossessata di me e la cordialità faceva rima con il mio nome.
Ero bella, nel mio vestito di finta stoffa arricchito di calze lavorate e gioielli freschi di cassaforte.

Il mio letto è nuovo, profuma di fresco e i miei occhi hanno smesso di guardare oltre.
Oggi è un giorno così, cominciato a suon di rimedi dell'ultimo minuto e terminato attornoal tavolo di un bar a parlare delle cose schifosamente femmine.

Ho parlato di te, di noi, di loro, degli altri. Credo di non reggerti più.
Son tornata a casa, ho posato le scarpe con il tacco vicino alla sedia e mi son buttata a pesce sul letto.
La stanchezza s'è impossessata di me e credo che basti così.
Il suono di un altro nome, di quel nome, è sempre meraviglioso se pronunciato con dolcezza.

-Ti ha regalato una camelia, vero?
-Rossa.
-Immaginavo. Era bella?
-Si.
-Hai già deciso, vero?
-Già.
-Fallo.

lunedì 13 agosto 2012

"Ti guardavo il collo e ti accarezzavo la faccia. Potevo?"

E' successa una cosa strana.
E' successo che avevo un fidanzato e non lo sapevo.
E' successo che poi mentre passeggio per le vie della città, inciampo su di un marmocchio che mi dice: "Come sei bellina, Signorina."
E' successo che vedo il mio fidanzato corrermi incontro, darmi un bacio sulla guancia e poi dirmi: "Lo sapevi che stavamo insieme?!"
E' successo che: "no, non lo sapevo, ma da quando?!"
"E' successo da un po'."
"Ah, allora, va bene. Ti dispiace se ieri sera sono tornata a casa tardi e non ti ho telefonato? Non volevo svegliarti."
"Non ti preoccupare. A te dispiace se per caso ieri sera sono uscito con una donzella?"
"No no, fai pure. L'importante è che sia successo."
"Ah si. Perfetto. io dovrei andare, ti dispiace?"
"No! Allora ciao, ci vediamo presto a casa."
E' successo un po' tutto questo.
Per non parlare di quello che è successo ieri, mentre ero in campagna dalla zia.

E' successo che ti guardavo da lontano l'altra sera, ti dispiace?
E' successo che ho degli amici bellissimi.
E' successo poi che il mio gatto mi ha portato un regalo: un passerotto morto!
Grazie.

E' successo che sono felice.
Ed è successo che ve la spalmo un po' ovunque la mia felicità!
E' successo che siete belli un bel po'.
E' successo che ho passato un po' di tempo, tipo 10-20 minuti, a guardarti il collo e a giocare con la barba.
E' successo che bada a fare.
E' successo che va bene così, l'importante è che io torni a casa in bici con il vento tra i capelli.
E' successo che mi manchi, anche solo per dir due stronzate.
E' successo che è l'estate dell'amicizia: "alla fine siam tutti amici, qui."

E' successo che vi scrivo una cartolina, appena parto e appena torno.
Baci da qui, qui è dove sono in vacanza.
Ciao!


venerdì 11 maggio 2012

Echetelodicoaffare se poi mi vien da ridere se non ti riconosco.

Si impara a guardare la realtà diversamente quando ti rifletti su una superficie opaca.
S'impara a dire di no e a guardarsi più meglio.
Poi se per caso prendi il sole, succede che viene il segno dell'anello della discordia.

Se non altro ti ricorderai bene, cosa stava lì nel caso lo perdessi.
S'impara a guardare i bambini in maniera diversa se ti ci siedi affianco e cerchi di capire come guardano il mondo.
S'impara a non farli stare a sedere in tavoloni enormi, con sedie enormi e con piatti enormi. 
T'insegnano che sono persone pensanti anche se misurano un ginocchio e un po'.
E ti fanno anche notare, che come zia sei perfetta, ma come mamma ancora non è ora, e se te lo dice tuo nipote, allora è vero.
Poi t'imbatti in un cugino cresciutello d'altezza e troppo sensibile per capire che è ora di venire fuori.
Ti cerca e ha bisogno di te. 
E allora giù con frasi assurde che a me non hanno mai detto, ma che avrei voluto sentire. 

S'impara che per qualcuno piangere è segno negativo, io ho spiegato che è bello piangere. 
E allora abbiamo pianto insieme. Condiviso un angolo del tavolo e asciugato le lacrime con un fazzoletto blu.

Vorrei fosse diversi. 
Vorrei che i bambini facessero i bambini e imparassero a studiare con un gioco in mano. 
Vorrei fare i compiti seduti su un prato o a testa in giù sul divano. 
Vorrei che mettessero le decine sotto le decine e le unità sotto le unità, ma che poi la virgola fosse colorata e dove gli pare a loro e della forma che più gli piace.
Vorrei guardarli e vederli sorride il più possibile, perchè per essere grande c'è un sacco di tempo e alla lunga ci si stanca.

S'impara che non sei tu che scegli loro, ma son loro che scelgono te. 
Qualcuno ha detto: "perchè si sentono ascoltati."
Ecco. Grazie. E' quello che voglio.

E allora mi raccontano e poi succede che mi sveglio di soprassalto sognando una rana nera con le zampe che si staccano che mi viene sempre più vicino.
I bambini sono bambini.
 E allora facciamo i compiti sdraiati per terra con le decine sotto le decine e le unità sotto le unità. 
Poi io coloro e loro ridono, perchè se leggi il libro seduto sopra il mio culonemorbidone allora fa ridere. 
"A scuola non me lo fanno fare, ma con te si. Sei più comoda del mio letto."
Echetelodicoafare se poi mi vengono gli occhi lucidi se appena entro in casa, mi rincorri urlando: "Ho preso 10. 10. 2x5 che fa dieci e poi quel numero di due cifre uno e zero insieme." 
Echetelodicoaffare se poi mi abbracci e io non ho più parole.

Sono pronta per un uomo nella mia vita, grande quanto me. 
Con gli occhi simpatici e un sacco espressivi e le mani occupate a fare qualcosa.
Echetelodicoaffare se poi mi vien da ridere se non ti riconosco.