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martedì 29 gennaio 2013

da Via Cupa a Via San Giacomo

Istruzioni per l'uso:
clicca sul grande triangolino,
ascolta bene,
sorridi,
cambia.

Impellente bisogno di sistemare e buttare via l'eccesso.
Aspetto te e me sulla porta di una camera da letto, perché fare l'amore appena torni a casa ha tutto un altro sapore.
Ci penso e non immagino più: aspetto la realtà.
Ridiamo e ci capiamo a distanza, Echetelodicoaffare se stiamo nella stessa stanza.
Fisso una foto e poi lascio.
Lascio te e me, m'abbandono al futuro e vivo quello che mi si presenta.
Rilasso le spalle e vado a bere Martini, non si sa mai.
Armata fino hai denti mi guardo, con questo vestito nuovo e il peso che se ne sta andando.

Alle ore 12:15 di sta mattina sarà terminata anche quest'avventura.
Amici nuovi, occhi sorpresi e impauriti rimarranno dentro ai miei, dopo 8 mesi di continue frequentazioni giornaliere.
Sistemerò quello che è rimasto della mia vita grassa passata e farò spazio alla novità.
Quella vera, quella che viene dopo un anno di cambiamenti.

E saranno così le nostre bocche: incollate.






martedì 26 giugno 2012

PerPiacereCheMalDiSchiena

Succede che il tuo corpo risponde all'emozioni e può capitare che mentre sorseggi qualcosa che sa di bisogno di attenzioni, il tuo corpo decida di farti salire la febbre e farti cadere con un dolore atroce alla schiena.

Se mentre stai sdraiata sul letto, ti sembra che qualcosa stia cambiando, allora è vero che il corpo sei tu.
E' altrettanto vero che l'emozioni oltre a provocare "dolore" psicologico, provocano anche "dolore" fisico.
Qualcuno li chiama quelli che si fanno condizionare, io li chiamo buoni ascoltatori.

Credo che le persone possono modificarsi con il tempo.
Possono arrossire davanti a una frase detta tra i denti e io ancora mento.
Mento su noi due, su quello che è stato. E allora addio empatia. E addio miseimancatamolto.

Il mio mal di schiena è atroce. Ancora adesso. E ancora.
Ho provato tutte le posizioni, ho dormito sdraiata, su di un fianco, a pancia sopra, a pancia sotto.
Niente. Dolore.
Volevo guardarti, sai? E oggi nel giorno del mio compleanno, mi aspettavo una sorpresa.
E' vero che ancora c'è tempo, ma il mio corpo lo sa.
La SusiVecchia sembra sbucata per trenta secondi. Dolore. Fuggi per cortesia.
Io c'ho messo tanto, quindi percortesia, vattene.

Ti sorrido dal vetro. Pensavo fossero cambiate le cose.
Pensavo, pensavo quello e anche quest'altro.
Noia, noia da compleanno.
Nervoso e rabbia da non saper cosa fare.
Che palle.
Mi fa male la schiena, nel giorno del mio compleanno, e ho la febbre.



lunedì 11 giugno 2012

SonoPortatriceSanaDiGommaPiuma

Scrivo poco lo so, ieri avevo cominciato un post, poi è arrivata una donnaRossa (...che da oggi chiamerò DR per comodità) e mi ha disturbato per un abbraccio.

Chetelodicoaffare quanto c'ho messo a chiudere tutto e profumarmi di abbracci, sorrisi e di beceraggio, ovviamente. Perchè non c'è cielo senza stelle e non c'è DR senza sbeceraggio.
Chiaro come il cielo di agosto pieno d'afa.

Comunque, volevo dire: yeah!
Chiaro no?
Sempre come il cielo d'agosto però con più afa e meno umidità.
Non si può?
Vabbè apri una birra, dai, che il tempo è quello giusto. Gelata, e se mi prendi anche un po' d'acqua ci metto a mollo il dito che mi sono appena schiacciata nella porta!

Sono yeah.
Perchè?
Di preciso non lo so, ma so che tornare a casa e trovare un ShortMessageInTheCellular mi ha reso molto HappyShallalà.
Di chi è?
Ma che ne so, uno che ha sbagliato numero, però faceva ridere! Molto. Quindi sono yeah.

Il mio livello di yeahaggine diminuisce se ripenso alla signora anziana (...che da oggi per comodità chiamerò SigAn) che con la sfacciataggine tipica di un qualsiasi esserevivente privo di pudore mi chiede se avessi perso le tette.
Chevelodicoaffare che faccia ha fatto mentre me lo chiedeva, una sorta di occhi sgranati e di mezzo-sorriso ghignoso.

Con la stessa aria interrogativa di Marzullo mentre si interroga sul motivo per cui il cavallo bianco di Napoleone è bianco, le chiedo gentilmente: "ma lei oggi non aveva un bel niente da fare?".

Così la SigAn, allegra e felice per avermi provocato rughe d'espressione sul volto, che rimarranno lì fino alla tomba, incalza: "ma zi scigura che è tutta roba tua e non è gomma piuma?"

Sorrido pensando che a questi vecchi gli si frigge il cervello con sto caldo e che bisogna perforza aver pazienza, allora sorrido.
Sorrido, sorrido ancora, e ancora, e anche da questa parte e ancora una volta, ma purtroppo non sorrido più dopo l'ennesima risatina e l'ennesimo sguardo alla DaiSuRidiCheEraUnaBattuta, la guardo, la squadro e con la leggiadria di un elefante imbalsamato le rovescio il cestino.
Ovviamente il caso!
Guarda un po' te!

Echetelodicoaffare quanto son felice. Pago ed esco.

Monto in macchina e mi osservo il mio prosperoso decoltè di gomma piuma nello specchietto.
Mi hanno detto di tutto, dal culo tondo passando per il pancino tondino e frenando con sgommata annessa sulle mie cosciettine.

Pensavo poi, in macchina, che potrei gentilmente chiedere alla ciccia dei suddetti posti, di depositarsi sulle boe, che d'estate vanno tanto di moda se le metti in bella vista e stai senza reggiseno.

Che poi io voglio dire, ma un po' di cazzi tuoi, no?

Comunque veniamo alla parte seria: il test.
Rispondete sinceramente, e non barate!

Come lo chiami il tuo patner? 

a. Moroso\a? 
b. Fidanzato\a? 
c. Compagno\a?

Se avete risposto "c" , e ogni volta che tornate a casa vi salutate con il pugno, mi fate un favore?
 Al prossimo comizio che si terrà nel vostro salotto-cucina, promettetevi più attenzioni reciproche, per cortesia. 
Un po' come quando si è in tempi di elezione e tutti i partiti di ogni dove e di ogni quando si promettono la pace nel mondo e meno grasso per tutti.

Dai fatelo!
Stilate un programma e convincete l'altro\a.
Ma percortesia, la prima cosa da fare quando salite al governo è cambiare nomignolo perchè compagno\a fa abbastanza tristezza e non va più di moda.

mercoledì 6 giugno 2012

Non c'è Noi.

Il silenzio può essere di mille forme, colori e ombre.
Può provocare danni, distendere nervi, far riflettere e cominciare a mangiarsi le unghie.


Il silenzio è bello quando è interrotto dal rumore della mano che cerca il fresco e trova solo caldo.
Caldo diverso.
Caldo corporeo di chi è lì affianco a te e intreccia i tuoi capelli con due dita che ballano una strana danza.

Il silenzio è magico se è intervallato dalle tue parole che risuonano sagge e dolci, se cominciamo con un brain storming e finiamo per raccontare qualcosa che danza tra il silenzio e il rumore delle foglie.

La sera ha cambiato odore e rumore.
Il silenzio di una casa addormentata è interrotto dal suono delle foglie e della finestra che ad ogni respiro si muove.

Sorridi mentre dormi, qualcosa è cambiato, qualcosa è successo anche tra di noi.
Studio e provo a trovare il coraggio di fare una maledetta telefonata. Non ci riesco.

Ti sei addormentato con la testa appoggiata al mio libro, svegliati penso, e poi anche no.
Tanto adesso mi addormento e domani mattina avrai sicuramente un nuovo tatuaggio.
Rosa, forse blu e forse di un sorriso che sa di latente tristezza.

Mi rigiro e mi muovo così alzi un braccio e provi a tenermi la mano, mi divincolo e torno di là.
Guardo il pc, le ciliegie, guardo me riflessa nell'ombra di una notte irrequieta e non trovo pace.
Guardo fuori e spero che tu sia lì, mio coraggio.
Speriamo che questa notte ventosa ti porti qui da me.

Giro, provo a farmi venire idee, leggo, mi si chiudono gli occhi.
Un tango infinito tra bisogni e voglie, tra pensieri e narcolessia.
Roteo il posacenere, ti frego una sigaretta e provo a rilassarmi.

Il libro che mi hai regalato fa schifo.
E' l'ennesimo che mi fa riflettere su qualcosa che avevo allontanato.
Avevo imparato l'arte dell'immaginazione di noi e poi l'avevo messa da parte.

Mi manchi e di là nell'altra stanza, c'è qualcuno che dorme con il tuo libro appiccicato sulla faccia e il sorriso latente di rabbia.

Dormo qui, perchè è meglio, faccio prima, non perchè io e te siamo un noi.
Non c'è Noi.
E' uscito a comprare il latte e non è più tornato.
Echetelodicoaffare, quanta voglia ho di non vederti tornare.

Voglio dormire a casa mia e avere il mare sotto casa.
Voglio avere le lenzuola che profumano e il sorriso spensierato.
Vorrei avere forza.
Vorrei.

Quante cose vorrei, e quante altre cose non riesco a fare, ad ottenere.
Mi avevano detto che le cose sarebbero cambiate, non pensavo così.

Fare viaggi in macchina da soli, provoca turbamenti, fatemi addomesticare e cambierò.

Voglio prendere il tram, voglio vedere le stesse facce, non preoccuparmi della strada e voglio aprire un libro e leggere, o far finta di leggere e guardare fuori.
Guardarmi fuori.
Voglio guardare fuori gli altri come se fossi dentro ad acquario e nuotassi dentro ad un mare di folla.

Voglio noi.
Voglio.

venerdì 18 maggio 2012

Succede Senza Zucchero

Succedono un sacco di cose mentre scendi dal letto e realizzi che il tuo cellulare si è spento perchè scarico.
Ti succede di riaccenderlo e di avere una montagna di piatti da lavare, quindi la serata è andata bene, presumo.
Esatto, rispose lei mentre lui avvitava la moka e fissava un punto fittizio sulla mattonella bianca, linda.
Lui va via. Vestito di voglia di fare e profumato di giornata faticosa.

Succede che mentre lei pensa a cosa mettersi, arriva lui e le chiede di fargli un caffè.
Allora lo fa, ma gli dice che deve cambiarsi e scappare, e considerando l'ora, è anche in ritardo.

L'uomo insiste, la donna fa il caffè, bevono poi chiacchierano, lei tintinna la mano sul tavolo, lui non si alza.
Pensandoci bene, son stati amanti loro due quindi se lei si cambia e fa quel che deve fare, non si scandalizzerà.
Infatti, così fu. L'uomo non si scandalizzò.

Chiacchierarono velocemente poi lentamente e poi ancora più velocemente, intanto la canotta si stirava perfettamente sul corpo tondo.
I jeans si chiudono, e quel gesto è accompagnato da un silenzio assordante. Nessuno dei due ci avrebbe scommesso, eppure erano diventati amici, davanti ad un caffè caldo e senza zucchero.
Il telefono suona e l'incanto si spegne.

Uno davanti all'altro. La donna rossa in viso di pudore, con la bocca rossa di rossetto, lo accompagna alla porta, si prende la borsa e chiude il portone dietro di lei.
L'uomo la guarda, hanno capito.
Si salutano e finisce tutto soffocato in un ciao, ti chiamo.

La donna corre in macchina, è tardi.
Aveva e ha un appuntamento.
Arriva.

Succede che quando lei si vede addosso qualcosa che di suo non ha niente, gli occhi si illuminano.

Succede che metti lo smalto rosso e che quando non senti qualcuno, poi ti manca.

Succede che pensi a quell'uomo che ti ha rincoglionito ma non serve a un cazzo ripensarci, tanto non è che si palesa qua.

Succede che lui ti pensa ma non fa che la contatto, vaacapireperchè.

Succede che devi andarti a prendere una cosa se la vuoi, suona da frase simile a quella: se ti interessa una risposta fai la domanda.

Succede che bisogna che fai, altrimenti t'addormenti con il pensiero e non fa.
Succede che ho voglia di vederti, e avere un bacio da sobria. Giusto per il vuoto di stomaco.
Succede che il caffè esiste solo se è senzazucchero e appena fatto.
Succede che G. è diventato importante quanto lo zucchero che metto nel caffè.
Succede che casa mia sarà libera per tre giorni, e per tre giorni io rinascerò.

martedì 15 maggio 2012

Raccontami i ricordi

Bisognerebbe parlare d'amore con gli innamorati più spesso.


Ti aprono gli occhi e gioiscono se ricevono un messaggio di prima mattina.

In quel di ViaCupa stanno cambiando troppe cose, mi piacciono un sacco i cambiamenti, ma rimane il fatto che ho paura.

Nel momento in cui il vento cambia, anche i capelli si scombinano e se fino a quel momento eri abituata a portare la riga a sinistra ora, forse, non basta più.

Rimetto insieme pezzetti di una serata e li incollo con un po' di vinavil, in attesa di trovare un pezzetto mancante che oggi sembra nascosto dentro ad una borsa infondo all'armadio.

Il fatidico lunedì è arrivato.
Arriva e con lui arriva anche il 24 maggio.
E poi arrivano i sorrisi e arriva anche il momento di staccare qualche contatto e di dire no.
Io non so.
Sono un misto di malinconia, felicità, di occhi dipinti sulla sabbia e di una casacca blu macchiata di rum.

Raccontami dei ricordi, inondami di storie, di frasi che cominciano con "una volta" e finiscono con "non è che lo vado a raccontare a chiunque."

Abbracciami, stringi i denti e chiudi gli occhi.


lunedì 7 maggio 2012

Bibliotecando, PerPiacereSmettaDiSbuffareGrazie

Avete mai fatto caso a quanta bellezza si mostra dentro ad una biblioteca?
Ho questa brutta e malsana abitudine, frequentare biblioteche in ogni città in cui mi reco.

Fare finta di essere una studentessa e infilarmi nei tavoloni e leggere.
Leggere gli occhi della gente che si siede e indaffarata studia, scrive, ride, si distrae e poi ristudia.
Gli occhi delle persone diventano grandi quando leggono e le mani indaffarate tintinnano penne, matite e arricciano capelli.

Anche nel silenzio di una biblioteca si può provocare ansia. 
Mentre studi, se sei agitato e preoccupato, tintinnerai i tuoi piedi e le tue mani, facendo attenzione a non far rumore. Oppure se sei incurante degli altri, provochi rumori, chiacchieri e te ne freghi. 


E allora l'Innervosito sbuffa, si guarda intorno e spera che qualcuno dica qualcosa, che emetta quel suono fastidioso: "shhhhh." 
Nessuno lo fa. 
Così si alza, fa un giretto al bar, compra un pacco di cicche, non è un fumatore, quindi niente-pausa nicotina.
La mamma e il babbo gli hanno detto che fumare fa male.
Si risiede.
Apre il libro, accende la luce e poi ricomincia con la giostra dell'ansia.
Tiene il tempo con la gamba. Il piede sembra morso da qualcosa che gli provoca l'incapacità di star fermo. Tintinna.
Dai.
Leggi, ragazzo. Leggi veloce e prova a capire tutto.

Ma non ci riesce perchè il suo vicino di tavolo ha ripreso a sbuffare, vuole parlare con la ragazza seduta affianco a lui. E allora prova il modo più arcaico per attirare l'attenzione. 

La ragazzaOcchiBlu non vuole essere disturbata. Per una volta, non ha portato le cuffiette e non può isolarsi ancora più dal mondo.
Portare le cuffiette in biblioteca è una cosa tattica, pensa, le tiene spente, nessuna musica, ma son segno magico del NonRompetemiFatemiStareQuiDaSola.
Qualche volta funziona, altre volte un po' meno. 

OcchiBlu studia, legge pensa e fa tutto insieme. Guarda il suo nuovo pacco di sigarette che governano la borsa marrone e sorride.
Annoiata, curiosa, cerca di non dare adito agli sbuffi del vicino, così alza gli occhi, si guarda intorno e ripone lo sguardo sul libro.
Il rumore della sedia che striscia sul pavimento le fa incrociare lo sguardo con il nuovo arrivato.

Silenzio.

Io so chi sono e so chi sei tu, peccato che non mi viene in mente, pensa la SignorinaOcchiBlu.
Tutti studiano.
Il resto della biblioteca si svuota, l'altoparlante parla e tutti e due se ne vanno.
Si scambiano sguardi all'uscita e ciao. 

Tutti ritornano alla loro vita e chissà poi domani se...

venerdì 27 aprile 2012

"Sii veramente gentile con le persone." Jim Rohn

Leggo. Oggi leggo.
Oggi non voglio parlare, non voglio ascoltare con le orecchie, ma solo con gli occhi.

Ho scelto una pessima giornata, visto i bimbi che affolleranno il mio pomeriggio e visto che arriverà qualcuno che mi chiederà con gli occhioni tondi tondi: "Mi aiuti a fare un tema?".
Non importa, l'importante è crederci.

Ho le orecchie piene di rumori, di discorsi, di negatività, preferivo del cerume, almeno quello si toglie con pochi accorgimenti.
Ripromettersi di passare una mattinata sola in casa ascoltando il niente, è stato motivo di nervosismo.
Ripetersi che si abita insieme ad altre persone che hanno esigenze come te, non è servito a molto.

Quindi le cose sono due, o mi riempio le orecchie di rumori oppure sto in silenzio io, e ascolto con gli occhi.
Difficile. Tremendamente difficile.
Impossibile rimanere concentrati se sei pieno di input. Problematiche da risolvere, organizzazione e l'orologio che va avanti. Troppo.

Per la cronaca, il mio girovita non si è rimpicciolito. Rimane lì, fermo e buono. E' il caso che comincio a farmelo piacere.
Stiamo lavorando per me e sicuramente anche per voi.

Leggo.
Ok.
L'ho già detto? Credo di si.
Leggo per il mio lavoro, leggo per piacere, il mio.
Leggo della storia del cibo, della cultura gastronomica, e di quel piacere che a tavola diventa realtà.

Qualcuno ha obiettato, il mio trascinare la tesi, il mio procastinare, il dire: Mi Laureo! e poi non farlo.
Io volevo dire a questa gente, a chi si ferma all'apparenza del bisogno di NonLaurearsiE'UnRimandareQuindiSeiInconcludente, che il motivo di questo approfondimento va oltre il vostro limite.

Scrivo di cibo, il mio nemico per molti anni, quello che mi è piaciuto, che mi è stato privato che poi è ritornato inneggiando la Vendetta e mi ha fatto arrivare a pesi inauditi, voglio farci pace.
Voglio perdonarlo, così come ho perdonato voi che al mio grido di aiuto, non avete saputo dare risposta, anzi espresso giudizio.

Sia chiaro che faccio una fatica immensa a scrivere qui, e il dolore alla schiena è sempre più forte.
Ma è bene farlo, ne ho bisogno.

Ho passeggiato, qualche giorno fa, per le vie della mia città, e mi son persa a guardare le persone.
Seduta su di una panchina con un libro in mano, guardavo chi mi passava vicino, lontano, a destra e poi a sinistra.
E immaginavo, chissà quanti di loro non mangiano perchè tra un po' arriva l'estate.
E allora cazzo, il costume lo devo comprare e devo sembrare un sacco magra, perchè sisà in costume non puoi nascondere, anzi.
E allora via con le diete più assurde, quelle di MangioYogurtEPoiVomito, oppure FaccioUnSaccoDiAttività ma il sabato mi sfondo di alcool a stomaco vuoto.
Beh. Io non so più che cosa sono diventata.

Mangiavo per nervoso, per bisogno di ascolto, per nascondere una paura che riempiva il cuore.
Adesso mangio meno, mi muovo di più e sorrido il doppio.
Non sono magra, ma mi guardo e mi compro più vestiti, mi dico che son bella.

E' stata dura, ed lo è ancora, perchè i giorni di NonMiVadoPiùBeneCosì, affiorano e si fanno sentire, ma son contenta che arriva l'estate.
Son felice di prendere il sole. E di respirare odore di erba appena tagliata.

Spero che voi, possiate stare bene.
Vi Auguro che nel vostro cervello, scatti quella cosa magnifica che dica: CazzoSeSonBella\o, e mentre lo fate un accenno di sorriso e di occhi luccicanti vi possa irradiare il visto. E allora si che SareteAncoraPiùBelli, tanto da sorridere ad ogni persona che passeggia davanti a voi.
Perchè la gentilezza porta gentilezza. La positività lo stesso.

Il cibo è donna. Dice il libro.
"Analogamente, nell'epopea di Gilgamesh - il primo testo letterario conosciuto, scritto in Mesopotamia circa 4.000 anni fa- si racconta che l'uomo "selvatico" uscì dal suo stato di minorità solo nel momento in cui apprese l'esistenza del pane. A farglielo conoscere è una donna, anzi una prostituta; in tal modo si attribuisce alla figura femminile il ruolo di custode del sapere alimentare oltre che della sessualità, ciò che dall'altra parte sembra corrispondere alla realtà storica: gli studiosi sono abbastanza concordi nell'ammettere una priorità femminile nell'opera di osservazione e di selezione delle piante che accompagnò la nascita dell'agricoltura attorno ai primi villaggi."

Mangiate, donne. Mangiate per sfamare la mente e il corpo. Non mangiate, per chiedere aiuto. Difficilmente qualcuno vi ascolterà. Chiedete aiuto con la bocca, e qualcuno vi sentirà.

Sarà retorica, sanno discorsi già fatti e rifatti e anche un po' ipocriti. Ma dovevo. E l'ho scritto. Grazie.